Street art in Italia

L’arte italiana non è soltanto quadri rinascimentali, sculture barocche, siti archeologici di epoca romana o edifici religiosi di ogni stile architettonico. Esiste anche un fervente movimento artistico, le cui opere non sono esposte in rinomati poli museali o in gettonatissime chiese.

Stiamo parlando del fenomeno dell’arte di strada, dove le tele sono muri e i musei sono, spesso, le periferie delle città e le vaste aree da riqualificare.

La street art nasce a New York negli anni ‘70 e ci vorrà all’incirca un ventennio perché arrivi in Italia. Gli albori della street art italiana trovano terreno fertile a Milano, Roma e Bologna. E proprio la città emiliana è il luogo nel quale si fa coincidere simbolicamente l’inizio del movimento. Inizialmente, l’avvicinamento alla street art è riconducibile a motivazioni di disagio sociale come l’arginamento dell’emarginazione, la democratizzazione dell’arte e la riappropriazione degli spazi urbani. Successivamente, tra la seconda metà degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000, l’arte di strada assumerà connotazione prettamente artistica: gli artisti, o writer, non dipingono più spinti dal risentimento nei confronti della società, ma lo fanno per il piacere di produrre arte.

La street art italiana è un vero e proprio simbolo di riscatto, perché oggi è da considerare come un ottimo strumento per la riqualificazione di quelle zone abbandonate, che si trovano nelle periferie delle grandi città.

Una di queste è Milano, una delle città italiane che ha saputo ospitare nel migliore dei modi queste rappresentazioni artistiche. A Milano sono stati adoperati luoghi “inaspettati”: in questo senso possiamo menzionare le cabine elettriche, che da anni sono state dipinte da street artists su incarico del Comune; possiamo scoprire la presenza di murales anche nella zona del quartiere Isola; uno dei luoghi sicuramente più affascinante è il “Giardino delle culture”, che presenta murales dell’artista italiano Millo.

Considerando altri esempi di queste grandi città in cui la street art è ben presente, possiamo sicuramente porre l’attenzione su Roma, la capitale d’Italia, che è considerata “capitale europea della street-art”. Anche in questa città, le opere presenti, i loro colori vivaci, la loro bellezza, vengono usati per dare nuova vita a quei quartieri considerati allo “sbando”.

L’inizio di questa forma d’arte, a Roma, non era ben vista in quanto gli artisti che disegnavano i “murales” venivano considerati come veri e propri vandali che deturpavano palazzi e muri immacolati. Fortunatamente, poi, la street art diventò legale e quelli che venivano considerati i “punti deboli” della città, ora sono vere e proprie attrazioni turistiche.

A Roma possiamo osservare tali opere dislocate sia in centro che nelle zone periferiche, in più, la quantità, la qualità e la produzione organizzata sono punti di forza di tale “movimento artistico”.

Una delle zone più famose che presenta opere di street-art è il quartiere Ostiense, culla del progetto “Ostiense District”, in cui si trova l’opera di Blu, un artista italiano che ha “trasformato” un’ex caserma militare in uno stupefacente arcobaleno formato da volti, che appaiono come emittenti di un messaggio di accoglienza ai più bisognosi; il quartiere Testaccio, in cui è presente l’opera “Jumping Wolf”, ossia una rivisitazione della lupa capitolina; il quartiere Tor Marancia, il più colorato di Roma, che grazie al progetto “Big city life”, presenta 22 murales monumentali, dipinti con colori vivaci.

Padova è considerata una vera e propria città d’arte e questa arte la si trova sia nei punti più visibili, quindi nelle vie centrali, che negli angoli più remoti, il che costituisce un interessante “caccia al tesoro”. Per cui le opere sono davvero tantissime: per esempio, quelle di Andrea Coppo, in arte Kenny Random, le cui opere più famose sono quelle con il gattino nero o con l’uomo con il cilindro, che si trovano nelle vie del centro. Un altro artista famoso è Tony Gallo, il quale è diventato famoso grazie alle sue opere dai colori accesi, molto fantasy.

Anche a Firenze possiamo ammirare gallerie a cielo aperto. Ad esempio, nelle opere di Gec Art possiamo ammirare la figura di un uomo moderno tramite la rappresentazione di una creatura semi-mitica, con la testa intrappolata in un monitor: in queste opere, vengono realizzati elementi di elettronica nell’atto di dialogare con creature animali. L’artista più “originale” è il bretone Clet, creatore di tantissime opere, visibili, incredibilmente, in alcuni segnali stradali del centro storico. In tali opere, i temi trattati sono molto vari: da quelli religiosi, a quelli sull’etica del lavoro, fino a temi di puro divertimento.

Altre opere di incredibili artisti sono visibili, per esempio, a Bologna, in cui, in via Stalingrado, vengono presentate, in ben 16000 metri quadri, intere pareti ricoperte da oltre 40 opere. Anche a Napoli troviamo tantissime opere, come quelle Alice Pasquini, famosa soprattutto per la raffigurazione di donne e bambini. In fine nominiamo Genova, che con la sua storia di graffiti e murales, raggiunge il record: soprattutto con il progetto “Walk the line” si è voluto trasformare le strutture portanti di Via Aldo Moro, in una galleria a cielo aperto lunga oltre 3 km.

La street art in Italia è in esponenziale ascesa, guadagnando sempre più consensi, anche tra i non addetti ai lavori. Questa crescente considerazione ha fatto sì che intorno alla street art venissero organizzati dei veri e propri festival. Il festival “Subsidenze” a Ravenna, il quale può vantare diverse edizioni alle proprie spalle e la partecipazione di artisti di caratura mondiale, come il già citato Millo.

L’Emilia-Romagna si conferma un importante centro per la street art, infatti anche a Forlì ha luogo un’importante kermesse, il “Murali Festival”. Un’occasione per dare ancor più voce all’arte di strada, ma anche un modo per contribuire alla riqualificazione di aree urbane.

Degno di nota è anche il festival “Memorie Urbane”, la cui prima edizione risale al 2011. Si tratta di un evento itinerante che muove i suoi passi tra Lazio e Campania. In queste zone, il festival ha lasciato un segno indelebile grazie a ben 240 interventi e la partecipazione di più di cento artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Anche in Sicilia, l’arte di strada trova terreno fertile. Il palcoscenico del “FestiWall” è la splendida Ragusa. La particolarità di questa manifestazione è che in ogni edizione vengono collegati i disegni delle precedenti edizioni, così da formare un’opera unica che accompagna lo spettatore per tutto l’itinerario. Il festival è nato nel 2014 e farla da padrona non è solo l’arte di strada, ma anche concerti e workshop.

Scritto da #cleocirelli

 

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