Scopri la leggenda nascosta dietro al famoso vino 

Lacryma Christi

La prima cosa che di solito ci viene in mente quando sentiamo parlare del Vesuvio, è l’eruzione che nel 79 D.C. distrusse le città di Pompei ed Ercolano.
Ma la terra “nera” che circonda il vulcano in stato quiescente, ovvero in “tranquillità'” anche se classificato comunque come uno dei vulcani più attivi e pericolosi al mondo, è terra fertile e da questa area provengono alcuni tra i migliori vini che si producono in Italia.
Tanti scrittori del mondo antico decantarono la prelibatezza dei vini provenienti da quest’area dell’impero Romano, non dimentichiamoci infatti che Pompei prima di essere sepolta dalle ceneri dell’eruzione era considerata una delle città più belle e importanti dell’impero, e troviamo riferimenti ai vini del Vesuvio già nelle opere di Plinio il Vecchio, Catone e Marziale (solo per citarne alcuni).
Tra i più famosi vini della zona possiamo citare il Lacryma Christi, famoso non solo per il suo gusto e il suo corpo, ma anche grazie alla leggenda che si racconta riguardo all’etimologia del suo nome.
Si narra infatti che Lucifero rubò un pezzo del paradiso e ne costruì il golfo di Napoli (che detto tra noi leggenda o non leggenda… questa zona d’Italia sembra davvero un paradiso!) Gesù Cristo fu talmente addolorato da questa perdita che pianse talmente tanto da formare con le sue lacrime dei veri e propri torrenti, che scorrendo giù dalle pendici del vulcano inondarono la zona e fecero crescere la vite usata per produrre l’uva di questo vino.
Ma questa non è l’unica versione della storia, esiste anche un’altra leggenda circa l’origine di questo vino. La seconda leggenda invece narra che Gesù andò a far visita ad un’eremita che viveva alle falde del Vesuvio, e colpito dalla fede di quest’ultimo, trasformò l’acqua scadente con cui si abbeverava, in una bevanda prelibata, il vino appunto, a cui diedero il nome di Lacryma Christi.
Il Lacryma Christi e’ un vino DOP ovvero di origine protetta. Il prestigioso riconoscimento dato dall’unione europea a determinati prodotti alimentari, garantisce che le peculiari caratteristiche qualitative dipendano essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.
In questo caso l’ambiente con il suo clima mite, la vicinanza con il mare, e le colate laviche con cui si è formato il terreno, sono tutti fattori che concorrono alla crescita di uve straordinarie.
L’uva “caprettone, la “catalanesca” e la “piedirosso” sono le uve che crescono alle pendici del Vesuvio e vengono usate per i due vini DOP di quest’area, il sopracitato Lacryma Christi e il Vino del vesuvio, l’altro vino DOP di questa zona.
Entrambi i vini possono essere Bianchi, Rosati o Rossi a seconda del mix e delle quantità usate delle uve sopracitate. La caratteristica che contraddistingue i due vini è la resa alcolica: 12 gradi per il Lacryma Christi e 10,5 gradi per il Vino del Vesuvio.
Non essendo io un Sommelier esperto, non sono in grado di darvi le caratteristiche dei vini, ma posso dirvi che assaggiandoli, i vini bianchi hanno un sapore pieno e morbido ed un profumo che ricorda la frutta bianca, mentre il sapore dei vini rossi è più caldo e persistente.
Ma da esperta guida turistica vi posso sicuramente consigliare senza paura di sbagliare, di non perdere l’occasione di vedere questa zona: una bella escursione nella zona di Napoli proposta da  “I migliori weekend in Italia”, che include la visita ai crateri del Vesuvio, l’assaggio di vini DOP della zona, la visita alle cantine e un gustoso pranzo.
Progettare viaggi futuri, da fare non appena finirà questo lungo periodo di quarantena, è un modo originale e divertente per evadere dalle nostre case, e iniziare a pensare alla vita che ci aspetterà dopo! Una passeggiata fuori porta all’aria aperta, Napoli la città dei mille colori & sapori, poter ammirare il Vesuvio una delle bellezze naturali che tutto il mondo ci invidia, godere della vista mozzafiato sul Golfo e sorseggiare un ottimo vino in compagnia di parenti e amici che non abbiamo potuto vedere da tanto tempo. Un piano perfetto no? D’altra parte, si sa… il Golfo di Napoli è proprio un pezzo staccato dal paradiso!!

Scritto da #giorgiarocchetti

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